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Cod: 427194
Romano Alberti, detto Nero Alberti da Sansepolcro (1502-1568)
No entry : Romano Alberti detto Nero Alberti da Sansepolcro
No entry: Cinquecento
Romano Alberti, detto Nero Alberti da Sansepolcro (1502-1568) “Coppia di paggi portacero” Materiale: legno e tecnica mista Altezza cm 90 Queste stupende sculture fanno parte di un ben noto gruppo di oggetti diffusi tra Umbria, Marche e Toscana. Si tratta di sculture lignee e polimateriche, in cui si ricorreva all’utilizzo di diversi materiali poveri oltre al legno, in particolare stoppa e colle animali, per rifinire e decorare le statue, spesso modellate senza vesti e poi aggiunte di stoffe, cartapesta e lamine metalliche per rendere più ricco e più mimetico il simulacro. La figura di Romano Alberti da Sansepolcro, detto Nero, e la sua produzione artistica – con particolare riguardo agli studi sulla tecnica esecutiva – sono state ricostruite a tutto tondo da Cristina Galassi a partire dalla mostra monografica di Umbertide del 2005. Il catalogo del maestro è ricco di manichini polimaterici, più propriamente definiti statue “da vestire”, raffiguranti San Rocco, il Cristo risorto, la Madonna, il Bambino Gesù benedicente, ma anche santi, figure muliebri e angeli cerofori. La traduzione cinese è la seguente: Romano Alberti, detto Nero Alberti da Sansepolcro (1502-1568) “Coppia di paggi portacero” Materiale: legno e tecnica mista Altezza cm 90 Queste stupende sculture fanno parte di un ben noto gruppo di oggetti diffusi tra Umbria, Marche e Toscana. Si tratta di sculture lignee e polimateriche, in cui si ricorreva all’utilizzo di diversi materiali poveri oltre al legno, in particolare stoppa e colle animali, per rifinire e decorare le statue, spesso modellate senza vesti e poi aggiunte di stoffe, cartapesta e lamine metalliche per rendere più ricco e più mimetico il simulacro. La figura di Romano Alberti da Sansepolcro, detto Nero, e la sua produzione artistica – con particolare riguardo agli studi sulla tecnica esecutiva – sono state ricostruite a tutto tondo da Cristina Galassi a partire dalla mostra monografica di Umbertide del 2005. Il catalogo del maestro è ricco di manichini polimaterici, più propriamente definiti statue “da vestire”, raffiguranti San Rocco, il Cristo risorto, la Madonna, il Bambino Gesù benedicente, ma anche santi, figure muliebri e angeli cerofori.